
Ogni volta che mi trovo a essere in uno stato d’animo un po’ particolare o, piu’ semplicemente, quando sento il bisogno di “chiarirmi” faccio un salto nel blog di Livio Sgarbi, amico e coach sullo sviluppo personale, con cui in passato ho frequentato una serie di entusiasmanti corsi proprio sulla crescita e formazione personale.
Ecco cosa scrive Livio a proposito del come indirizzare il proprio focus mentale nel vivere quotidiano.
” Passato, presente e futuro, tre parti della vita che non sempre vengono gestite in maniera funzionale al proprio benessere e felicità.
La questione è che la vita è oggi, adesso, in questo preciso istante; non ieri e nemmeno domani. Sulla carta dovrebbe essere decisamente facile vivere nel presente, eppure non è così. mentre il nostro corpo fisico non può far altro che vivere nel presente, la nostra mente ha invece la capacità di viaggiare nel tempo di concentrarsi su eventi passati e/o eventi che devono ancora verificarsi, con conseguenti emozioni associate – positive e negative.
Ho incontrato tante persone che vivevano concentrate nel loro passato. Persone che In molti casi subivano emotivamente, eventi risalenti a decine di anni prima; in altri casi erano semplicemente legati a grandi momenti di fausto ormai passati.
Ho incontrato anche molte persone esageratamente proiettati nel futuro, sempre a pensare a come sarà, cosa accadrà… nel bene o nel male. Persone che vivevano nell’ansia di ciò che avrebbe potuto accadere e/o nella speranza di un futuro migliore o più semplicemente sempre alla ricerca di qualcosa che ancora non c’è.
Il passato è passato, e in quanto tale va lasciato alle spalle. Ha senso attingervi l’esperienza necessaria per non commettere gli stessi errori, attingervi le risorse emotive di cui possiamo aver bisogno, ma sicuramente il nostro focus non deve concentrarsi sul nostro passato.
Il futuro deve ancora avvenire, nessuno può conoscerlo in anticipo. E’ utile pensare al futuro per anticipare positivamente ciò che stiamo per fare; per motivarci ad andare avanti e realizzare i nostri desideri ma, anche in questo caso, non ha senso rimanere concentrati sul nostro futuro.
Il presente rappresenta l’unica realtà -fisica – di cui puoi disporre.
Il gioco del golf può rappresentare una metafora molto azzeccata a tal riguardo.
Puoi concentrarti sulla buca appena finita, o su quella che dovrai giocare, oppure concentrarti sul colpo che stai per effettuare.
Se vuoi vincere, concentrati sul colpo che stai giocando e metti tutto te stesso… ORA! “
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Così, tutto a un tratto, è iniziata a ronzarmi in testa una canzone di Vasco e senza rendermene realmente conto ho cominciato a canticchiarne il ritornello.
Poi, a pensarci bene, realizzo che il testo è esattamente in linea con il mio stato d’animo odierno. Sarà un caso?
Boh, oggi va così…
Vivere
è passato tanto tempo
Vivere!
è un ricordo senza tempo
Vivere
è un po’ come perder tempo
Vivere…..e Sorridere!…….
VIVERE!
è passato tanto tempo
VIVERE!
è un ricordo senza tempo
VIVERE!
è un po’ come perder tempo
VIVERE….e Sorridere dei guai
così come non hai fatto mai
e poi pensare che domani sarà sempre meglio
OGGI NON HO TEMPO
OGGI VOGLIO STARE SPENTO!
Vivere!
e sperare di star meglio
Vivere
e non essere mai contento
Vivere
come stare sempre al vento
VIVERE!……COME RIDERE!!!
VIVERE!
anche se sei morto dentro
VIVERE!
e devi essere sempre contento!
VIVERE!
è come un comandamento
VIVERE….. o SOPRAVVIVERE….
senza perdersi d’animo mai
e combattere e lottare contro tutto contro!…..
OGGI NON HO TEMPO
OGGI VOGLIO STARE SPENTO!…..
VIVERE
e sperare di star meglio
VIVERE VIVERE
e non essere mai contento
VIVERE VIVERE
e restare sempre al vento a
VIVERE…..e sorridere dei guai
proprio (così) come non hai fatto mai
e pensare che domani sarà sempre meglio!!!!!
Vasco Rossi – Rewind (1999)
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Un cane entra in autostrada e viene travolto dai veicoli in transito. Un altro cane, acccortosi di quello che stava succedendo, sfida la morte e trascina al sicuro il malcapitato cagnone.
Una bella storia di profonda sensibilità e altruismo, qualcuno lo chiamerebbe “istinto” ma io credo che ci sia qualcosa di più delle semplici pulsioni ataviche, che dovrebbe far riflettere tutti quelli che guardando negli occhi un cane affermano che sono animali senza anima.
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Oggi prima nevicata degna di nota anche in pianura con conseguenti ripercussioni sul traffico. Strade bloccate, caos nella viabilità e via discorrendo. Disagi causati non tanto dall’intesità della nevicata che, paragonata a quelle svedesi (vero Mauro?!) è di ben poco conto, ma piuttosto dall’ineguatezza e dalla poca tempestività dei mezzi spargisale (o, come diceva sbagliando dolcissimamente una persona a cui voglio un mondo di bene, “spargineve”) e spazzaneve.
Quindi, considerando il mix letale di maltempo e pessime condizioni delle gomme delle mia macchina (non ho ancora montato le termiche), ho deciso di lavorare da casa e di “fare quelle cose che non si trova mai il tempo di fare”, tipo riordinare la scrivania e i mobiletti dell’ufficio.
Tra la marea di carte ammucchiate, vecchi documenti, cd e dvd, certificati di frequenza a corsi e appunti vari, ecco che mi ritrovo tra le mani una brochure datata 2004 di Ekis, la società con cui in passato ho fatto un percorso di formazione incentrato sulla crescita e sviluppo personale.
Il titolo recita: “Strumenti per il tuo benessere. Il successo si puo’ raggiungere, il benessere si vive. Ogni giorno”.
Quanti ricordi sono riaffiorati. Quello che sono oggi, nel bene e nel male, è stato fortemente condizionato dalle emozioni vissute durante quei corsi, dagli insegnamenti dei miei Coach, dagli immediati micro cambiamenti che poi, col tempo, si sono rivelati importanti e significativi cambi di rotta.
Si parlava di motivazione, di sfide, di emozioni, di superamento dei propri limiti mentali, di competenze professionali. Piu’ globalmente si parlava di “BENESSERE EVOLUTIVO“.
Cos’è e cosa si intende per benessere evolutivo.
Il Benessere Evolutivo è un atteggiamento mentale, un modello di pensiero basato sull’equilibrio tra le varie aree della vita e sul kaizen, ossia sul cuntinuo e costante miglioramento personale. Molte persone, purtroppo forse la maggioranza, sono abituate a vivere oscillando tra la normalità ed il malessere, perseguendo obiettivi e standard mediocri ed impegnandosi particolarmente solo in reazione ai momenti particolarmente difficili, con lo scopo di ristabilire la normalità ed evitare così di provare dolore.
I miei coach dicevano: “Il nostro compito, in qualità di coach, è quello di aiutarti a sviluppare entusiasmo, autostima e fiducia in te stesso, di spingerti a chiedere di piu’ a te stesso ed alla tua vita, muovendoti dalla normalità in direzione del vero benessere, diventando una persona proattiva e propositiva.
Col senno di poi, posso affermare che è un percorso che implica inevitabilmente un costo da pagare, a volte anche profondo, ed è quello del cambiamento. Ma è un percorso entusiasmante che ti fa sentire vivo e che vale sicuramente la pensa di intraprendere.
Buon primo passo a tutti…
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Dopo piu’ di un anno di interminabili giri burocratici modello “lasciapassare A38″ in Asterix e le 12 fatiche, dopo l’ennesima presentazione del progetto all’ufficio tecnico di Carpi che ringrazio sentitamente per il buonsenso dimostrato (Signore perdona loro perchè non sanno quello che fanno, ma sono pagati ugualmente), dopo aver perso anni di vita per le varie incazzature e euri dal conto corrente (…e quello che verrà), finalmente i lavori di ristrutturazione hanno inizio!
E’ ufficialissimo, i muratori hanno varcato il cancello.
Ancora non ci credo, ma a quanto pare è tutto vero. Appeso alla cancellata fa bella mostra di se un cartello riportante il nome del proprietario e committente (io) e la ragione sociale dell’impresa costruttrice. Quindi è realtà! Stanno proprio lavorando a casa mia.
A parte alcuni particolari e il colore, a lavori conclusi il risultato dovrebbe essere come da foto riportata sopra.
Forse la situazione non è esattamente come me l’ero immaginata, e forse le cose non sono andate esattamente come da previsioni, ma questo è.
E’ una bella sfida e, come ogni sfida che si rispetti, va affrontata con il giusto stato d’animo e motivazione e con un atteggiamento proattivo.
Come dico sempre anche sul lavoro quando c’è da approcciare e analizzare un grande ed impegnativo progetto: “Sapete come si mangia un elefante? …un pezzo alla volta”.
Fine lavori previsto, dicembre 2009. Speriamo!
Avanti pure….
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La foto l’ho scattata a Denver in Agosto. Non si parlava d’altro negli States. Comprensibile direi.
La politica non mi ha mai particolarmente appassionato e, da qualche anno a questa parte, mi ha a dir poco disgustato.
Ma Barack Obama mi piaceva. Così, istintivamente mi infondeva fiducia. E allora ho deciso di informami sul suo conto e su quanto proponeva, girovagando qua e là in internet.
Se prima era una sensazione, poi è diventata una convinzione. Mi sono detto: spero proprio che Obama riesca a vincere e che gli Stato Uniti abbiano il coraggio di dare un segnale forte di cambiamento.
E così è stato!
CHANGE HAS COME TO AMERICA, dice Obama.
E speriamo che il cambiamento tanto voluto dagli americani, prima o poi “contagi” anche noi, aggiungo io.
Oddio, da noi è un pochino piu’ dura, i programmi e i leader sono praticamente identici!
Ecco il discorso di Barack Obama da nuovo presidente degli Stati Uniti d’America.
prima parte
seconda parte
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Proprio in questi giorni un mio caro amico ha deciso di cambiare lavoro. Dopo diversi anni di “onorata milizia” ha pensato, per tutta una serie di motivi, che fosse giunto il momento di cambiare e di migliorare la propria posizione professionale.
Per sua natura un cambiamento ha in sè un certo grado di incertezza. Come si suol dire, “sai quel che lasci ma non sai esattamente quel che troverai”.
Sfortunatamente però, è l’unico modo per evolversi sia professionalmente che, e soprattutto, personalmente.
Il MIGLIORAMENTO passa sempre necessariamente attraverso un CAMBIAMENTO.
Negli Stati Uniti, una persona di livello professionale medio alto, cambia posto di lavoro mediamente dalle 6 alle 8 volte nell’arco della propria carriera lavorativa. In caso contrario, nasce il sospetto che sia refrattario alle sfide, e di conseguenza al miglioramento.
In Europa naturalmente è molto diverso il modo di intendere la vita professionale.
Personalmente penso che decidere di cambiare per cercare di migliorarsi, per sentirsi gratificato, per accrescere le proprie esperienze e la propria professionalità, per “sentirsi vivo”, sia un DIRITTO di ogni persona e anche un DOVERE verso noi stessi e verso chi ha fatto sacrifici e rinunce per darci la possibilità di scegliere.
BRAVO PAVA!
Un grande in bocca al lupo per questa tua nuova sfida.
P.s. un po’ mi dispiace l’aver perso il mio “pusher” personale di tecnologia.
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Pensavo… Chissà come sarà rivedere un gruppo di persone conosciute in aeroporto solamente un un paio di mesi fa, poco prima di partire assieme per un viaggio di quasi 20 giorni on-the-road negli USA?
Voglio dire, non è necessariamente così scontato il ritrovarsi.
In che modo ti saluti? Cosa dici? La conversazione sarà piacevole e scorrevole oppure un po’ forzata e intervallata da ansionse pause da sembrare interminabili? Il tempo che trascorreremo assieme sarà del tipo “quando ci si diverte e si sta bene il tempo vola” oppure faticoso? Dopotutto, pensavo, siamo un gruppo di persone che non si conoscono. Abbiamo età differenti e facciamo lavori diversi gli uni dagli altri. Abitiamo in città distanti tra loro con ritmi di vita propri. Sappiamo uno degli altri solamente qualche piccolo frammento di vita, giusto il minimo indispensabile per avere un’idea di chi abbiamo di fronte, ma non conosciamo la quotidianità. Le nostre storie personali sono pressochè sconosciute agli altri del gruppo, così come le nostre abitudini, i nostri gusti, le nostre emozioni piu’ private ed intime. In fin dei conti, siamo solo un gruppo di persone che si è incontrata del tutto casualmente con il semplice obiettivo di intraprendere un viaggio e trascorrerlo assieme.
E proprio qui è successa la magia!
Un semplice viaggio ha letteralmente trasformato un gruppo di persone in un GRUPPO di AMICI.
E’ come se ci conoscessimo da sempre. La complicità e l’unione che si è creata all’interno del gruppo è quasi, passatemi il termine, “imbarazzante”. Ci sono “amici” che si conoscono e si frequentano da anni che non hanno neanche lontamente la sintonia e lo spirito di appartenenza che si è creato tra di noi.
L’armonia è totale. Ci si sente tra veri amici e profondamente a proprio agio.
Davanti poi al famosissimo GNOCCO FRITTO e alle insuperabili TIGELLE modenesi che abbiamo gustato assieme lo scorso sabato sera, come documentato del resto dalle foto, si è raggiunto l’apice!
Ragazzi, sono davvero contento di avervi conosciuto e di aver incrociato il “vostro cammino”.
Come disse Forrest Gump: “la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”.
Beh, mi sa tanto che ci è capitato un cioccolatino davvero squisito.
Grazie a tutti voi….
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Ci sono ci sono. Dopo piu’ di 2 mesi di assenza dal blog eccomi di nuovo qui. Tranquillizzo tutti quelli che hanno ipotizzato che io fossi disperso in qualche zona remota degli Stati Uniti e non avessi accesso a internet o chi ha pensato che mi avessero trattenuto in soggiorno forzato nel carcere di Alcatraz. Non è successo niente di tutto cio’. Sono rientrato in Italia (ahimè già da fine agosto) e sto benissimo.
Semplicemente non avevo troppa voglia di scrivere. Capita.
Oddio, non che nessuno abbia perso il sonno per la mia latitanza dal blog, ma una piccola “premessa” prima di ricominciare a scrivere mi sembrava doveroso farla.
Detto questo, qualche giorno fa ho comperato un libro dal titolo “L’uomo che sussurra ai cani” di Graeme Sims, caso letterario dell’anno in Inghilterra e Stati Uniti. A parte la traduzione italiana del titolo non troppo felice (sembra la trasposizione al presente del piu’ famoso “l’uomo che sussurava ai cavalli”) il libro è davvero molto molto carino e offre una serie di utilissimi suggerimenti su come addestrare i cani ed in particolare su come insegnare loro le regole basilari per un civile comportamento e per una corretta convivenza tra uomo e cane.
Il metodo che ha reso famoso Sims in tutto il mondo è il “metodo del sussurro”.
Il principio di base è semplicissimo. Educare il cane utilizzando il suo stesso linguaggio e, aggiungo io, “volandogli nel cuore”, come cantava Mina in una bellissima canzone.
Per spiegare il proprio metodo, Sims racconta la fiaba de “IL VENTO e IL SOLE”.
Un giorno il vento e il sole cominciarono a litigare.
Il vento sosteneva di essere il più forte e a sua volta il sole diceva di essere la forza più grande della terra.
Alla fine decisero di fare una prova.
Videro un viandante che stava camminando lungo un sentiero e decisero che il più forte di loro sarebbe stato colui che sarebbe riuscito a togliergli i vestiti .
Il vento, così, si mise all’opera : cominciò a soffiare ,e soffiare , ma il risultato fu che il viandante si avvolgeva sempre più nel mantello.
Il vento allora soffiò con più forza , e l’uomo chinando la testa si avvolse un sciarpa intorno al collo.
Fu quindi la volta del sole, che cacciando via le nubi, cominciò a splendere tiepidamente.
L’uomo che era arrivato nelle prossimità di un ponte , cominciò pian piano a togliersi il mantello.
Il sole molto soddisfatto intensificò il calore dei suoi raggi. L’uomo avvolto dal piacevole caldo si spoglio’ e si lascio’ completamente cullare dal benefico tepore. Il sole alto nel cielo rideva e rideva!!
Il vento deluso e vinto si nascose in un luogo lontano.
Arrivare al cuore di qualcuno richiede decisamente molto piu’ impegno del semplice fatto di “stare assieme”. Serve rispetto, pazienza. Donare amore senza aspettarselo necessariamente subito in cambio in egual misura. Ma per chi ha la capacità e la voglia di intraprendere il cammino, alla fine la ricompensa ripaga immensamente dei sacrifici fatti. Il premio è un legame profondo. Il premio è l’amore!
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