Proprio in questi giorni un mio caro amico ha deciso di cambiare lavoro. Dopo diversi anni di “onorata milizia” ha pensato, per tutta una serie di motivi, che fosse giunto il momento di cambiare e di migliorare la propria posizione professionale.
Per sua natura un cambiamento ha in sè un certo grado di incertezza. Come si suol dire, “sai quel che lasci ma non sai esattamente quel che troverai”.
Sfortunatamente però, è l’unico modo per evolversi sia professionalmente che, e soprattutto, personalmente.
Il MIGLIORAMENTO passa sempre necessariamente attraverso un CAMBIAMENTO.
Negli Stati Uniti, una persona di livello professionale medio alto, cambia posto di lavoro mediamente dalle 6 alle 8 volte nell’arco della propria carriera lavorativa. In caso contrario, nasce il sospetto che sia refrattario alle sfide, e di conseguenza al miglioramento.
In Europa naturalmente è molto diverso il modo di intendere la vita professionale.
Personalmente penso che decidere di cambiare per cercare di migliorarsi, per sentirsi gratificato, per accrescere le proprie esperienze e la propria professionalità, per “sentirsi vivo”, sia un DIRITTO di ogni persona e anche un DOVERE verso noi stessi e verso chi ha fatto sacrifici e rinunce per darci la possibilità di scegliere.
BRAVO PAVA!
Un grande in bocca al lupo per questa tua nuova sfida.
P.s. un po’ mi dispiace l’aver perso il mio “pusher” personale di tecnologia.



Crepi!
Beh, posso sempre, come ti dicevo… fare il “consulente” in tecnologia!