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U.S.A. on the road

E’ da un po’ che ci stavo pensando. Non avevo esattamente chiaro dove andare ma sicuramente sapevo come sarebbe dovuto essere il mio viaggio. Un viaggio “on the road”. Un itinerario di massima stilato prima di partire ma che potesse essere, all’occorrenza, molto flessibile in modo da poter decidere in corso di viaggio eventuali cambiamenti di destinazione. E, cosa molto importate, deve essere un viaggio in cui ci si possa sentire protagonisti del viaggio stesso. Dal guidare l’auto a noleggio, al decidere dove andare e cosa vedere, a quanto tempo restare in un certo posto e così via.

Quest’anno è l’anno giusto! Per il tempo e i soldi a mia disposizione ma soprattutto per come mi sento interiormente. Sto da Dio o, come direbbe un mio caro amico, sto una fragola, e ho voglia di andare! Alcuni amici mi hanno fatto proposte per vacanze ma non erano nello stile che cercavo e, adesso come adesso, un po’ di sano egoismo fa si che io sia molto allergico ad adeguarmi, non solo per i viaggi.

Parafrasando una canzone di Ligabue: “questa è la mia vita, sono io che guido, io che vado fuori strada”.

Quindi parto io. Parto con Avventura nel Mondo, con un gruppo di persone che conoscero’ in aeroporto nel momento stesso di partite. Ci sono in me emozioni contrastanti. Un misto di euforia e agitazione che credo sia normale provare all’inizio di una “avventura”.

Si và!

Ecco la road map:

 

giorno 04/08/08                MILANO – NEW YORK – DENVER        

giorno 21/08/08                LOS ANGELES – NEW YORK – MILANO      

giorno 1  DENVER

 

giorno 2  DENVER – MOAB – ARCHES N.P. 570 km

 

giorno 3  MOAB – CANYONLANDS N.P. – DEAD HORSE POINT – CORTEZ – MESA VERDE N.P. 190 km

 

giorno 4  CORTEZ – MESA VERDE N.P. – BLUFF – MONUMENT VALLEY 165 km

 

giorno 5  BLUFF – GRAND CANYON N.P. – GRAY MOUNTAIN 275 km

 

giorno 6  GRAY MOUNTAIN – PAGE LAKE POWELL – ANTELOPE CANYON – GLEN CANYON LAKE and DAM 150 km

 

giorno 7  PAGE – HATCH – BRYCE CANYON N.P. 200 km

 

giorno 8  HATCH – ZION N.P. – LAS VEGAS 350 km

 

giorno 9  LAS VEGAS – DEATH VALLEY N.P. – BISHOP 510 km

 

giorno 10  BISHOP – YOSEMITE N.P. – MARIPOSA 270 km

 

giorno 11  MARIPOSA – SAN FRANCISCO – MUIR WOODS N.P. 265 km

 

giorno 12  SAN FRANCISCO

giorno 13  SAN FRANCISCO – MONTEREY – BIG SUR – PISMO BEACH 400 km

 

giorno 14  PISMO BEACH – SANTA BARBARA – LOS ANGELES 300 km

 

giorno 15  LOS ANGELES

giorno 16  LOS ANGELES – NEW YORK

giorno 17 i n volo e arrivo in ITALIA

CODICE DI CONDOTTA

Personalmente l’idea di avere un codice di condotta piace.

Una sorta di decalogo di pricipi e regole su cui basare il nostro essere quotidiano e, in generale, la nostra vita. Tutti noi ne abbiamo uno. Spesso non siamo coscienti di averlo ma sicuramente c’è. Il modo in cui ci relazioniamo con gli altri, i comportamenti che abbiamo o non abbiamo nelle diverse situazioni giornaliere, come impieghiamo il tempo, le azioni che decidiamo o evitiamo di compiere, sono tutte condizionate dal nostro personale codice di condotta.

E’ profondamente personale e, proprio per questo, in genere non rimane identico per tutta la nostra vita, ma cambierà e si rinnoverà di pari passo al crescere e all’evolversi di noi stessi. Dobbiamo sentirlo nostro. Deve rispecchiarci!

Un buon codice di condotta deve essere scritto, articolato in 10 punti e semplice da ricordare.

Riporto come esempio quello stilato dai coach di EKIS, che hanno contribuito in modo determinante alla mia formazione e crescita personale, che a me piace molto.

CODICE DI CONDOTTA

  • Far accadere le cose
  • Mettere focus sulle soluzioni
  • Essere disposti a pagare il prezzo
  • Apportare valore
  • Rendersi utili
  • Guidare con esempio
  • Esprimere personalità piacevole
  • Essere flessibili
  • Esprimere acutezza sensoriale            (  i famosi sensi di ragno:-)   )
  • Tendere al kaizen

N.B.  KAIZEN è una parola giapponese usata per esprimere il concetto di continuo e costante miglioramento, sia esso personale, lavorativo, spirituale ecc.

Ritagliatevi un po’ di tempo per stilare il vostro e… GO ON!

Non è possibile migliorare senza cambiare.

Il cambiameno è parte stessa della vita. E’ illusorio pensare di non cambiare e di rimanere “così come siamo” sempre.

Il cambiamento pero’ spesso spaventa e fa paura. Spaventa l’ignoto, spaventa il dover abbandonare il passato che, bello o meno bello che sia è comunque un “luogo” conosciuto, per proiettarsi nel presente e nel futuro.

La convinzione piu’ diffusa è che il cambiamento richieda molto tempo per essere raggiunto e che sia difficoltoso.

Io invece sono convinto che nella stragrande maggioranza dei casi il “vero” cambiamento avvenga dentro noi stessi e rapidamente. La nostra mente è in grado di operare cambiamenti incredibili in pochissimi istanti, i quali si rifletteranno poi inevitabilemente sulle nostre azioni, scelte e decisioni.

Un po’ di tempo fa un amico, ha maturato dentro di sè una decisione. Non è riuscito a realizzarla nell’immediato nonostante gli sforzi, ma a distanza di tempo, una serie di circostanze gli hanno permesso di portarla a compimento con successo.

Io stesso in un momento della mia vita ho “fisicamente” avvertito dentro di me la consapevolezza di aver deciso cosa fare. Non avevo idea di come lo avrei fatto o se davvero sarei riuscito a farlo, ma ero certo di aver deciso che mi sarei impegnato con tutto me stesso per realizzarlo.

Come avevo già scritto, decidere significa tagliare le alternative, compromettersi totalmente con la strada scelta, senza guardarsi (troppo) indietro.

Decidere veramente significa attivare energie positive in direzione dei propri obiettivi, scatenare delle “reazioni” biochimiche interiori che, in un qualche modo, condizionano gli eventi in modo tale da creare le condizioni necessarie al raggiungimento dello scopo.

Energia positiva attrae positività; energia negativa attrae negatività.

Noi possiamo fare accadere le cose, magari non come ci saremmo aspettati, ma sicuramente come alla fine si riveleranno le migliori per noi.

Noi possiamo influenzare positivamente o negativamente il mondo intorno a noi.

Ecco cosa scriveva Goethe a riguardo dello spirito di iniziativa e delle decisioni:

Fino a che uno non si compromette c’è estraniazione, possibilità di tornare indietro e sempre inefficacia. Rispetto ad ogni atto di iniziativa (e creazione) c’è solo una verità elementare, l’ignorarla uccide innumerevoli idee e splendidi piani. Nel momento in cui uno si compromette definitivamente, anche la Provvidenza si muove. Ogni sorta di cose accade per aiutare, cose che altrimenti non sarebbero mai accadute. Una corrente di eventi ha inizio dalla decisione facendo, a nostro favore ogni tipo di incidenti, imprevedibili incontri e assistenza materiale che nessuno avrebbe sognato potessero venire in questo modo. Tutto quello che puoi fare o sognare incomincialo adesso.

Il coraggio ha in sè genio, potere e magia.

“Ciao,

sono un virus di Napoli.

Data la scarsità di tecnologia, mezzi e risorse economiche, ti prego di cancellare tu un file a piacimento dal tuo computer e poi di inoltrarmi a qualche altro indirizzo, così, a caso!

Grazie e buon lavoro… “

 

L’arte di un popolo di ironizzare su situazioni difficili e sulla esasperante quotidianità.

“Addomesticare vuol dire creare dei legami…” disse la volpe.

“Creare dei legami?”

“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me.  Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell’altra. Tu sarai per me unico al mondo, e io saro’ per te unica al mondo.”

“Comincio a capire”, disse il piccolo principe.

“Se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscero’ il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica.”   La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: “Per favore… addomesticami”, disse.

“Volentieri. Cosa bisogna fare?”, chiese il piccolo principe.

“Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe.

“In principio tu ti siederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guardero’ con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ piu’ vicino…”

Il piccolo principe torno’ l’indomani.

“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe. “Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero’ ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincero’ ad agitarmi e ad inquietarmi; scopriro’ il prezzo della felicità! Ma se vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti.”

 

tratto da “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupèry

Remembering that I’ll be dead soon is the most important tool I’ve ever encountered to help me make the big choices in life.

Because almost everything – all external expectations, all pride, all fear of embarrassment or failure – these things just fall away in the face of death, leaving only what is truly important.

 

Remembering that you are going to die is the best way I know to avoid the trap of thinking you have something to lose.

You are already naked. There is no reason not to follow your heart.

Your time is limited, so don’t waste it living someone else’s life.

Have the courage to follow your heart and intuition.

They somehow already know what you truly want to become. Everything else is secondary.

You’ve got to find what you love!

 

 

DEVI TROVARE CIO’ CHE AMI

 

Ricordare che moriro’ presto è il piu’ importante mezzo che io abbia mai incontrato per aiutarmi a prender le piu’ importanti decisioni della mia vita.

Perché quasi tutto – le aspettative esterne, l’orgoglio, la paura dell’imbarazzo o del fallimento – scompaiono di fronte alla morte, lasciando solo quello che è veramente importante.

 

Ricordare che morirai è il miglior modo che io conosco per evitare la trappola del pensare che ho qualcosa da perdere.

Sei già nudo. Non c’è ragione per non seguire il tuo cuore.

 

Il tuo tempo è limitato, non sprecarlo vivendo la vita di qualcun altro.

Abbi il coraggio di seguire il tuo cuore e il tuo intuito.

In qualche modo essi già sanno cosa vuoi diventare. Tutto il resto è secondario.

 

Devi trovare cio’ che ami!

 

Questo ha detto Steve Jobs, padre fondatore di APPLE COMPUTER, nel celebre discorso tenuto ai laureati della Stanford University nel 2005.

In realtà quello che ho riportato è una sorta di riassunto dell’intero discorso (bellissimo e merita sicuramente di essere letto e ascoltato per intero).  E’, a mio avviso, il cuore del messaggio trasmesso da Jobs.

Io l’ho stampato e lo tengo a portatata di mano. Pronto all’uso ogni volta che devo prendere una decisione un po’ impegnativa o quando mi serve un’ iniezioni di motivazione.

STAY HUNGRY.  STAY FOOLISH.

Dedicato a…

Colazione dei canottieri – Pierre Auguste Renoir

 

:-)

 

Lascia che le cose accadano.

Questo mi ha detto un mio caro amico durante una piacevole serata all’aperto in centro a Reggio Emilia.

Si si, lo ha detto proprio a me.

A me che ho sempre cercato di capire dove stavo andando. A me che ho sempre fatto l’impossibile per avere tutto sotto controllo. A me che mi sono continuamente dato degli obiettivi e mi sono attivato per perseguirli e raggiungerli. A me che non concepisco la filosofia del “vivere giorno per giorno”. A me che sono fermamente convinto che siamo noi stessi a crearci il nostro destino. A me che odio aspettare. A me che ho spesso la sensazione di rincorrere ed essere “in ritardo”. Ed io, dovrei lasciare che le cose accadano? Nient’altro?!

Anthony de Mello una volta ha scritto: “la vita è quella cosa che ci accade mentre siamo intenti a fare altri progetti”.

Forse il mio amico ha ragione.

Forse, in un’area della mia vita, dovrei semplicemente lasciare che le cose accadano.

HAVE YOU EVER SEEN THE RAIN

Someone told me long ago
There’s a calm before the storm
I know, and it’s been coming for sometime
When it’s over so they say
It’ll bring a sunny day
I know, shining down like water

I wanna know, have you ever seen the rain
I wanna know, have you ever seen the rain
Coming down on a sunny day

Yesterday and days before
Sun is cold and rain is hot
I know, been that way for all my time
Till forever on it goes
Fill the circle fast and slow
I know, and it can’t stop my wonder

I wanna know, have you ever seen the rain
I wanna know, have you ever seen the rain
Coming down on a sunny day

I wanna know, have you ever seen the rain
I wanna know, have you ever seen the rain
Coming down on a sunny day

( Bonnie Tyler – 1983 )

Chi non ha mai pensato, almeno una volta nella vita, di scrivere un libro.

A volte è il pensiero di un attimo, un vago desiderio. Altre volte, qualcuno, al desiderio iniziale fa seguire l’azione e dopo aver versato “lascrime e sangue” davanti al pc, ecco che il racconto vede la luce.

Ma non è ancora un libro!

Per diventarlo deve essere stampato e possibilmente pubblicato. Se poi si riesce pure a venderlo, beh, qui il cerchio si chiude.

Quella di trovare un editore è forse la parte piu’ difficile di tutto il percorso del provetto scrittore.

Adesso non è piu’ un problema! Il libro ce lo stampiamo noi grazie al SELF-PUBLISHING.

Davvero una bella idea! :-)

 

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